Michela primo piano

Mi sono ritrovata la prima volta su un tappetino una decina d’anni fa. Nella mia testa echeggiava la domanda: cos’è lo yoga? Alla fine della lezione, la risposta non l’avevo trovata, ma sapevo già benissimo che tra me e questa antica disciplina era iniziata una bella e lunga storia! Un viaggio incredibile, che si è srotolato per la maggior parte a Zurigo, dove ho conosciuto ottime guide e dove tutt’ora insegno e studio con il mio maestro Stephen Thomas, ma anche negli Stati Uniti, in India e in giro per il mondo. Un viaggio magico che non è sempre stato facile: da tante certezze sono stata portata a vedere le cose diversamente e a rivedere di nuovo tutto. In tutti questi anni una cosa è però rimasta invariata: ho capito che dalla mia pratica quotidiana sul tappetino gli effetti benefici si sono sempre più espansi su altri aspetti della mia vita.

Il mio primo Teacher Training (TT) Vinyasa Flow da 200 ore secondo Yoga Alliance l’ho seguito a Zurigo. Ho avuto la fortuna di studiare con ottimi maestri già da questa prima formazione: Christine May, Prana Flow senior teacher secondo Shiva Rea, Michael Hamilton, Ashtanga Yoga, e soprattutto il magico Doug Keller per filosofia e Therapy. Ho iniziato a insegnare già durante la formazione per accorgermi che non c’è niente di più bello per vivere la propria passione che trasmetterla agli altri.

La mia formazione è poi continuata con un TT da 75 ore con Max Storm, autore di “A life worth breathing”, che mi ha molto colpita per umiltà e profondità nella pratica. Un anno dopo ho seguito un TT di 60 ore con Doug Keller, principalmente focalizzato su Yoga Therapy. Dopo tre anni di insegnamento ho deciso di intraprendere il TT Hatha Advanced di 300 ore del mio maestro Stephen Thomas a Zurigo. Lavoro con Stephen da anni, e gli sono profondamente riconoscente soprattutto per gli insegnamenti di Pranayama, meditazione e filosofia. Ho ottenuto il diploma di 300 ore dopo due anni di studio, raggiungendo le 500 ore secondo Yoga Alliance. Sono seguite due formazioni Vinyasa Krama Yoga con la maestra tantrica Rae Indigo (circa 100 ore).

Alla fine del 2015, seguendo il mio cuore, ho raggiunto Ana Forrest per un Advanced TT negli Stati Uniti (circa 100 ore). Tra le tantissime cose che ho imparato da lei, Ana mi ha fatto capire ancora di più che lo yoga ha dei poteri curativi e magici. Ho inoltre avuto la fortuna di partecipare a molti workshop e master class con maestri di fama internazionale, tra cui Katchie Ananda, Chris Chavez, Nico Luce e Meghan Currie, che mi hanno profondamente ispirata.

Il mio cammino è variegato, infatti non mi iscrivo in una scuola in particolare, ed è anche influenzato dalla meditazione Vipassana e da altre forme di movimento. Nel 2015 l’insegnamento dello yoga è diventata la mia attività principale accanto a occasionali lavori da giornalista e traduttrice.

Insegno una forma di yoga dai movimenti fluidi e forti, che negli anni ho affinato secondo le mie esperienze sia come praticante sia come insegnante. Oltre a prestare grande attenzione al respiro, durante le mie lezioni ci prenderemo il tempo per fermarci in una posizione, esplorarla e assaporarla. Sostenere ogni allievo individualmente sul suo cammino e in funzione delle caratteristiche e capacità personali è per me una priorità. Ogni movimento è accompagnato dalle onde del respiro e lo scopo ultimo è riuscire a percepire e migliorare il flusso energetico.

Trovi più informazioni dettagliate, fotografie e il mio yoga-blog sul sito: www.yogami.ch e sulla pagina Michela Yoga di Facebook

 

INTERVISTA DI YOGA ROOF A MICHELA MONTALBETTI

YR: Da quanto pratichi yoga?

MM: Pratico yoga da più d’un decennio. Negli ultimi cinque anni, la mia pratica è diventata quotidiana. Per “yoga” intendo tutta una serie di pratiche che includono esercizi di respirazione  (Pranayama), meditazione e asana. Non tutti i giorni posso svolgere una pratica completa, che nel mio caso sono almeno due ore, ma non rinuncio mai alla respirazione, a una decina di minuti di raccoglimento e a una decina di posture. Anche insegnare fa parte della mia pratica.

YR: Come hai iniziato a praticare yoga?

MM: Mi fa quasi ridere… oggi tutti, anche i bambini, sanno più o meno cosa si intenda per yoga! Lo yoga è ovunque: giornali, riviste, TV. Allora, invece, non ne sapevo nulla! Ho iniziato perché uno dei miei migliori amici a Zurigo una sera m’ha detto: “Vieni con me a una lezione di yoga, ti piacerà!” Giuro che non sapevo cosa fosse lo yoga, non avevo mai visto una foto e sono andata alla lezione senza nessuna nozione preliminare o informazione di fondo. Il mio amico è arrivato in ritardo e io mi sono ritrovata a copiare gli altri… ho srotolato il tappetino e mi sono messa in supta badha konasana, ignara. Ma poi mi sono bastati quei 90 minuti con Clive Radda, maestro a cui sarò per sempre riconoscente, per capire che avevo trovato una nuova casa!

YR: Quando hai deciso di voler insegnare?

MM: A dire la verità, non ho mai deciso di insegnare. Poco a poco ho iniziato a praticare di più, poi è seguito un viaggio in India da sola. Un giorno le mie amiche, che vedevano come mi luccicavano gli occhi quando parlavo di yoga, mi hanno chiesto di dar loro una lezione. È stato l’entusiasmo che mi ha fatto dire di sì, ma non perché volessi insegnare. Anche il mio primo Teacher Training l’ho fatto perché il mio maestro Stephen Thomas ad un certo punto mi ha detto: penso che sia arrivato il momento per te di fare un passo in più. E da lì sono arrivate altre richieste e ho iniziato a insegnare anche workshop, retreat e via dicendo. Sono sempre rimasta aperta alle proposte, e il flusso della mia pratica mi ha portata dove sono oggi.

YR: Che tipo di yoga insegni?

MM: Insegno uno yoga che definisco Hatha Flow. Inoltre, insegno Pranayama, meditazione e yin. Ho studiato con molti maestri, di tante tradizioni diverse: Ashtanga, Forrest Yoga, Iyengar, Vinyasa, Power, Yin, Jivamukti, ecc. Da tutti ho imparato, tutti mi hanno ispirata. Insegno quello che pratico anch’io tutti i giorni e lo adeguo ai miei allievi. Le mie lezioni hanno degli elementi fluidi, ma anche statici. Mi appassiona l’anatomia e sono affascinata dal corpo umano in quanto fantastica costruzione armonica che ci permette di imparare e crescere ogni giorno. Una costante delle mie lezioni è il respiro, credo fermamente nel potere del respiro. Ci permette di migliorare la nostra vita e la nostra pratica sotto tutti i punti di vista.

YR: Pensi che chiunque possa beneficiare dello yoga?

MM: Senza nessun’ombra di dubbio! Ho avuto un allievo che a 74 anni è venuto a un retreat e faceva yoga per la prima volta! Con gli adeguamenti necessari, siamo riusciti a fare un ottimo lavoro! Il bello è che lo yoga è un sistema adattabile a qualsiasi condizione fisica, età e situazione di vita. È modulare, posso ritrovare lo stesso effetto di una posizione avanzata anche nella sua versione più facile e basilare, per esempio usando una sedia. È come il lego: chi è esperto usa tanti pezzi, chi è all’inizio ne usa solo pochi. Ma le “mattonelle” sono sempre le stesse. E i risultati, si fanno sentire!

YR: Cos’ha fatto per te lo yoga, come persona?

MM: Non saprei da dove iniziare per elencare gli effetti positivi. A livello fisico, mi sento in forma e sono forte. Mi sono passati mal di schiena, male alle ginocchia, ho migliorato i miei piedi piatti e l’alluce valgo, anche il mio sistema immunitario è molto più forte. Ma questo non è nulla rispetto ai benefici ottenuti anche sul mentale: per riassumere, ho osservato che la mia mente è molto più chiara e limpida.

YR: Lo yoga è più mentale o fisico?

MM: Entrambi: l’aspetto mentale influenza il lato fisico e il lato fisico influenza quello mentale.

YR: Credi che lo yoga sia un’alternativa in quanto cura o medicina?

MM: Sì, ne sono convinta. Aiuta tantissimo in molti casi, in primo luogo per i mal di schiena cronici, ma anche contro stati d’ansia, leggere depressioni, insicurezza. Rafforza e allunga i muscoli, rilassa il corpo, può ridurre la pressione alta, aiuta a migliorare il sistema digestivo, nervoso, ecc. Poi sta al maestro scegliere la forma di yoga e le asana corrette.

YR: Lo yoga è diventato molto popolare, molte celebrity praticano yoga. Un bene o un male?

MM: Sono dell’opinione che più lo yoga si diffonde, più persone fanno yoga, più staranno meglio e forse faranno stare meglio anche le persone che stanno loro vicine. Sono dell’opinione che qualsiasi sia il canale, lo yoga merita davvero di fare parte della nostra cultura, entrare nelle scuole, nelle case per anziani, nelle prigioni. Il potenziale è enorme!

YR: Lo yoga è una religione?

MM: No, è un cammino che può diventare spirituale, ma non è una religione. Anche se la filosofia che sta alla base dello yoga viene dall’India, nel frattempo le influenze vengono da ovunque: Asia, Europa, USA. Lo yoga è un sistema aperto, che dà spazio e che non è settario. Sta a ciascuno di noi trovare la propria via all’interno di questo immenso sistema.

YR: Per te lo yoga è uno stile di vita o solo un modo per meditare e fare movimento?

MM: Siamo tutti diversi, lo yoga può avere un valore diverso per ciascuno di noi. Se è solo un modo per fare movimento e star meglio: ben venga! Per me è decisamente uno stile di vita che comprende alimentazione, movimento, spiritualità, etica, ecc.

YR: Ma in buona sostanza, cos’è lo yoga?

MM: Questa è una domanda a cui è difficile rispondere. Ogni paio di mesi me la ripongo e scrivo quello che penso. E ogni volta la mia risposta è leggermente diversa. Oggi direi: lo yoga è un sistema di strumenti che mi permette di riconnettermi ogni giorno con quanto conta veramente nella vita, di ritrovare la base e le fondamenta della mia esistenza e che mi permette di vedere quello che mi circonda con più apertura e serenità.